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Anche chi non è un giocatore d’azzardo o un giocatore professionista, almeno una volta nella vita ha provato a giocare ad uno dei tantissimi giochi da casinò.
Ma c’è da scommettere che in pochi, persino tra i giocatori abituali, conoscono le origini del gioco che stanno praticando. Proviamo quindi a fare una breve storia di uno dei giochi più famosi al mondo, il gioco dei dadi. Cosa sono, come si usano, come si sono sviluppati e fino a dove sono arrivati…
Il dado, il cui termine deriva dal francese dé (qualcosa che viene dato), è un oggetto di norma tetraedrico sulle cui facce vengono disegnati dei numeri o dei simboli. Questo oggetto viene usato sin dall’antichità non solo per scopi ludici, ma anche come strumento per predire il futuro.
Come detto, i dadi sono uno strumento molto antico. Sembra che i dadi fossero presenti già nella cultura egizia, ma è dalla cultura indiana che ci arrivano le prime conferme.
Addirittura il gioco dei dadi è menzionato in uno dei testi sacri più famosi del mondo: la Bibbia.
Nel Salmo 22 viene detto che il gioco dei dadi era molto comune all’epoca di re Davide. Pare che nella sua forma più primitiva il gioco dei dadi venisse praticato dalle donne e dai bambini e fosse soltanto un gioco di abilità, e non di fortuna.
Si deve alla cultura greca l’introduzione del concetto di “azzardo” applicato al gioco dei dadi, praticato soprattutto dalle classi più agiate e nobili.
Il passo dalla cultura greca a quella romana fu molto breve: amanti dei giochi, i romani adottarono i dadi e addirittura alcune leggi riguardavano proprio il lancio dei dadi come fonte di guadagno, regolamentandone l’utilizzo.
Il gioco si è evoluto, è passato attraverso il Medioevo ed è arrivato fino a noi, perfezionato dai francesi e standardizzato dagli americani. Naturalmente, il gioco dei dadi si può trovare anche nei casino online, giocabile alle stesse modalità dei casinò terrestri.
A questo punto veniamo alle regole del gioco dei dadi così come è giocato al giorno d’oggi. Senza scendere in difficili tecnicismi, il giocatore può scegliere se puntare sulla propria vittoria o sulla propria sconfitta.
Sembra illogico, ma è solo una questione di termini: puntare sulla propria vittoria significa sperare che lanciando due dadi si ottenga una combinazione di 7 o di 11.
Puntare sulla propria sconfitta significa sperare che lanciando due dadi si ottenga una combinazione di 2, di 3 o di 12.
Se ottiene qualsiasi altra combinazione, essa viene stabilita come combinazione vincente e il giocatore deve, tirando ancora i dadi, ottenere nuovamente quella combinazione prima di ottenere un 7. Se lo fa, vince la puntata; se non lo fa, la puntata è persa.
Ci sono altri tipi di puntate, riferite sempre alle combinazioni possibili del lancio di dadi, ma non è questo l’oggetto dell’articolo: per ulteriori informazioni vi rimandiamo ad altri testi facilmente rintracciabili su internet.