La scopa è un gioco di carte tra i più praticati in Italia dalle persone di età avanzata. Spesso, nei bar delle città, si vedono tavolini assediati da pensionati intenti a giocarsi un bicchiere di vino bianco a scopa. A scopa si gioca con un mazzo di 40 carte, e si gioca tassativamente in due.
Nel caso di scopa a 4 giocatori, infatti, ci si riferisce con il termine di “scopone scientifico”. La scopa può essere d’assi e liscia: nel primo caso gli assi fungono da jolly, poiché prendono tutte le carte in gioco; nel secondo caso gli assi sono carte che hanno le stesse caratteristiche delle altre.
A turno, ciascuno dei due partecipanti mischia il mazzo e distribuisce le carte. La versione più comune prevede tre carte a testa e quattro sistemate in tavola, con i giocatori che a turno pescano tre carte dal tallone delle carte rimanenti, dopo aver giocato le prime tre (e così via).
Un’altra versione prevede che le carte distribuite siano dieci per volta; questa versione è un po’ meno emozionante, dato che alla seconda distribuzione di carte il vantaggio del mazziere è troppo alto,poiché un giocatore con una buona memoria praticamente saprà già che carte ha in mano l’avversario.
Per vincere bisogna arrivare a raggiungere o superare gli 11 punti. A volte il limite può essere elevato a 21 o anche a 31 punti.
I punti principali della scopa sono 4, e vengono chiamati i “punti di mazzo”. Essi sono:
Oltre ai quattro punti di mazzo c’è la cosiddetta “napola”, che consiste nell’avere dall’asso al tre di quadri, e che dà tre punti aggiuntivi. Nel caso che questa scala di quadri si prolunghi, si otterrà un punto in più per ciascuna carta. Per esempio, se un giocatore prende dall’asso al sei di quadri, otterrà un totale di sei punti.
Se un giocatore riesce a prendere tutte le carte di quadri, in questo caso si tratta di “napoleone”, e la partita ha immediatamente termine con la vittoria di tale giocatore, anche nel caso che il suo avversario abbia raggiunto o superato il punteggio stabilito per vincere.