La scala 40 è un gioco di carte praticato con due mazzi da 54 carte, comprensivo di jolly, che ha una storia ormai centenaria.
Inizialmente si trattava di una variante del ramino, ma con il passare degli anni, e grazie al suo successo, la scala 40 si è imposta come gioco a sé stante, tanto che adesso è più praticato del ramino stesso.
Si gioca da un minimo di due ad un massimo, di solito, di quattro giocatori. In caso di quattro giocatori è possibile anche a giocare a squadre, formate da due giocatori ciascuna, oppure giocare ciascuno contro gli altri.
A turno, ciascun giocatore mescola il mazzo e distribuisce 13 carte a testa. Le carte rimanenti formano il cosiddetto tallone, il mazzo dal quale ogni giocatore, a turno, pesca una carta.
Prima di dare via al gioco, il mazziere volta la prima carta del tallone, che andrà a formare il cosiddetto pozzo. A questo punto il giocatore di solito alla sinistra del mazziere (ma si può anche giocare in senso inverso) pesca una carta e ne scarta una (che può anche essere quella che ha appena pescato), se non può “aprire”.
Aprire significa mettere sul tavolo una o più combinazioni di tre o più carte (fatte di tris, poker o scale) la cui somma faccia almeno 40 punti. Le figure, nella scala, valgono dieci, mentre l’asso se inserito in un tris o in cima ad una scala di figure vale 11, altrimenti vale 1. Le altre carte hanno il loro valore nominale. Scopo del gioco è quello di liberarsi di tutte le carte, azione che viene definita con “chiudere”.
Non è possibile chiudere durante il primo di gioco e, a seconda delle varianti, non è possibile chiudere nello stesso momento in cui si effettua l’apertura. Quando un giocatore chiude, gli altri mostrano le carte rimaste loro e contano i punti, sommandoli. Di solito vince chi riesce a far ottenere gli altri un totale di 101 punti (non necessariamente nella stessa mano), ma di solito il punteggio si alza per allungare un po’ il gioco.
È prevista anche la modalità del “rientro”, dove chi sfora il punteggio massimo può continuare a giocare, rientrando con il punteggio del giocatore più vicino al limite e pagando una penalità. Di solito, questa penalità si esprime con una “tassa” da pagare che andrà al vincitore finale.