È sotto gli occhi di tutti. Tutti ne parlano. Tutti vorrebbero giocarci almeno una volta. Il Texas Hold’em è diventato ormai un fenomeno di massa, capace di catalizzare l’attenzione non solo degli esperti e degli appassionati del gioco, ma anche della gente comune.
Qualcuno si sarebbe immaginato, fino a pochi anni fa, che la tv italiana avrebbe un giorno prodotto delle trasmissioni che parlassero di un gioco di carte? Quando qualcosa, qualsiasi cosa, arriva in tv significa incontrovertibilmente che quella cosa riguarda milioni di persone.
Ma perché ilTexas Hold’em e non, per esempio, il bridge o gli scacchi, giochi altrettanto tecnici e statici? Cerchiamo di scoprire cosa rende così affascinante il Texas Hold’em.
Probabilmente il motivo principale per cui il Texas Hold’em è così amato è che nonostante per diventare dei veri campioni, come in qualsiasi disciplina, ci vuole talento, costanza e abnegazione, in realtà chiunque può giocarci sperando di vincere.
In questo senso il Texas Hold’em è forse la disciplina più “democratica” al mondo, perché un neofita, con un po’ di fortuna, può persino battere il più navigato dei campioni.
Poi bisogna dire che le partite di Texas Hold’em si prestano molto all’essere trasmessi in tv perché nonostante sia un gioco dove i partecipanti sono seduti e fermi, la possibilità di parlare lo rende in qualche modo un gioco più movimentato rispetto al bridge o agli scacchi.
Inoltre, nel Texas Hold’em c’è l’elemento psicologico, che riguarda i bluff ed i semibluff, che rende alcune giocate altamente rischiose e spettacolari.
Fino ad ora abbiamo parlato degli aspetti emotivi che rendono il Texas Hold’em un gioco così seguito e praticato. Ma ci sono anche dei motivi tecnici, in parte preesistenti, in parte scaturiti dall’enorme successo che questa stupenda variante del Poker ha ottenuto in tutto il mondo.
Un motivo tecnico preesistente del fascino del Texas Hold’em si può riassumere nella frase “a chip and a chair”, ovvero “una chip e una sedia”: nel Texas Hold’em, infatti, non si può mai dire di aver perso fino a quando si possiede anche una sola e singola chip.
Spesso capita che i giocatori che hanno ormai poche chip riescano, a forza di raddoppiare, a riportarsi in partita o addirittura a vincere. Mai come nel Texas Hold’em il detto “la speranza è l’ultima a morire” è un detto azzeccato.
Per quanto riguarda motivi tecnici, diciamo così, “postumi”, bisogna dire che il Texas Hold’em ormai lo si trova ovunque: casinò, circoli, casino online e poker room.
Il gioco è talmente popolare che esistono tornei di Texas Hold’em per tutte le tasche: dai tornei dall’iscrizione elevata, nell’ordine delle migliaia di euro, ai tornei dove per iscriversi basta rinunciare ad un caffè.
In conclusione possiamo assolutamente dire che il fenomeno del Texas Hold’em, scoppiato in maniera globale relativamente da poco tempo, è destinato a prendere ancora più piede. E chi lo sa, magari ce lo ritroveremo tra le discipline delle Olimpiadi del 2032!